Agenzia Hawzah News – Il responsabile tecnico del Centro Noor (Computer Research Center of Islamic Sciences, con sede principale a Qom), Ahmad Rabiei Zadeh, ha presentato il nuovo sistema di «dialogo intelligente con le opere esegetiche», illustrando il ruolo di una piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata in ambito nazionale per rafforzare l’affidabilità degli studi coranici nell’era digitale e contrastare errori, distorsioni e orientamenti impropri presenti in alcuni modelli linguistici internazionali. L’intervento è avvenuto nel corso del terzo incontro della serie dedicata all’intelligenza artificiale e alla ricerca coranica digitale, all’interno della Mostra Internazionale del Corano.
Nel suo intervento, Ahmad Rabiei Zadeh ha richiamato la missione del Centro Noor, sottolineando l’impegno costante nel seguire l’evoluzione delle tecnologie informatiche e nell’integrare strumenti avanzati negli studi islamici. Negli ultimi anni l’istituzione ha promosso non solo lo sviluppo di software specialistici, ma anche attività formative e iniziative di diffusione per accompagnare studiosi, religiosi, seminaristi e ricercatori nell’uso consapevole delle nuove tecnologie. L’obiettivo è creare un ambiente scientifico capace di sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale mantenendo al tempo stesso rigore metodologico e affidabilità delle fonti.
Tra i principali risultati raggiunti nel campo della digitalizzazione del patrimonio islamico, Rabiei Zadeh ha evidenziato la realizzazione di una vasta banca dati coranica contenente oltre quattrocento opere esegetiche sciite e sunnite in più di duemila volumi, insieme a oltre centocinquanta traduzioni in trenta lingue. A supporto di queste risorse sono stati sviluppati numerosi strumenti basati su tecniche di intelligenza artificiale classica, tra cui l’analisi automatica morfologica e sintattica del testo coranico, l’indicizzazione tematica su larga scala, la ricerca linguistica avanzata e il riconoscimento automatico dei contenuti testuali provenienti da milioni di pagine digitalizzate. Tali strumenti hanno ridotto drasticamente i tempi di ricerca e reso accessibili fonti prima difficilmente consultabili.
Una parte centrale della relazione è stata dedicata alle criticità dei modelli linguistici generativi globali. Rabiei Zadeh ha spiegato che uno dei problemi più rilevanti è il fenomeno delle «allucinazioni», ovvero la produzione di informazioni inesatte o prive di riscontro documentario. In alcuni test, modelli stranieri hanno fornito riferimenti errati a versetti o citato articoli accademici inesistenti. A ciò si aggiunge il rischio di bias derivanti dai dati di addestramento, che possono generare interpretazioni orientate o inaccurate in ambiti sensibili come le scienze islamiche. Da qui la necessità di sviluppare sistemi specializzati basati su fonti controllate.
In questo contesto è stato presentato il sistema «dialogo intelligente con le opere esegetiche», che consente l’interazione diretta con oltre duemila volumi di tafsir in lingua persiana e araba. La piattaforma non si limita alla ricerca testuale, ma analizza i contenuti, confronta le diverse interpretazioni e fornisce risposte strutturate con riferimenti precisi a volume e pagina, permettendo la verifica immediata delle fonti. Secondo le valutazioni interne, l’accuratezza delle risposte raggiunge circa il 77% nell’ambito specialistico degli studi coranici, contro valori attorno al 40% in modelli analoghi stranieri.
Ahmad Rabiei Zadeh ha infine delineato le prospettive future, che includono lo sviluppo di strumenti di ricerca semantica sui versetti, analisi audio e sintesi automatica delle opinioni esegetiche, oltre all’integrazione con sistemi analoghi dedicati agli hadith, ai testi giuridici e alle fonti storiche. L’obiettivo finale è la creazione di un assistente intelligente completo per le scienze islamiche. Pur escludendo una sostituzione del ricercatore umano, il relatore ha sottolineato che l’uso competente dell’intelligenza artificiale diventerà un fattore decisivo nella ricerca contemporanea.
A cura di Mostafa Milani Amin

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